La displasia dell'anca e la selezione canina

 

La displasia dell'anca e la selezione canina

di Piero Alquati
Giudice Internazionale e Giudice Formatore ENCI, Giudice e Selezionatore SAS per la razza del cane da pastore tedesco, Socio della Società tedesca SV dal 1953

in collaborazione con la Direzione della SAS (Società Amatori Schäferhunde)

Dopo la pubblicazione di nuove intuizioni diagnostiche riguardanti la patologia ereditaria della displasia delle anche comparse sull'Organo Ufficiale dell'ENCI "I nostri cani", i Dirigenti della SAS e gli Allevatori del cane da pastore tedesco sentono il diritto, ed il dovere, di esternare alcune considerazioni.

Prima di iniziare qualunque commento, è utile ricordare l'iter selettivo, unico al mondo nella sua complessità, superando il quale un cane da pastore tedesco ottiene il titolo di cane selezionato, indispensabile per poter essere iscritto nella Classe Lavoro dei Raduni SAS e primeggiare nella Classe Lavoro delle Esposizioni ENCI:

  • deve garantire l'attendibilità della sua genealogia attraverso il deposito del sangue e del pelo l'analisi del DNA
  • deve risultare indenne dalla lussazione congenita dei gomiti
  • deve risultare esente dalla displasia delle anche
  • deve superare una Prova di resistenza percorrendo una distanza di 20 chilometri alla velocità di 15 km/h
  • deve superare Prove di brevetto attitudinale composte da una difficoltosa ricerca seguendo una pista, da una complessa prova di obbedienza, da prove di coraggio, difesa e docilità
  • dopo essere risultato idoneo alle Prove sopra citate, per ottenere il titolo di "cane selezionato" deve ancora superare una prova di coraggio, difesa e docilità, una lunga verifica in movimento, l'idoneità morfologica attraverso complesse misurazioni zoometriche e dimostrare indifferenza allo sparo, equilibrio e docilità

  • al Campionato SAS di Allevamento per conquistare il titolo di Auslese ciascun soggetto deve provenire da genitori che hanno superato le medesime prove già citate ed essere di conseguenza dichiarati "cani selezionati", deve esso stesso essere "cane selezionato" e deve superare una prova di coraggio e difesa sul campo e dimostrare indifferenza allo sparo
  • al Campionato SAS di Allevamento per ottenere la qualifica di "Eccellente" ciascun soggetto deve esso stesso essere "cane selezionato", superare una prova di coraggio e difesa sul campo e dimostrare indifferenza allo sparo
  • al Campionato SAS di Allevamento i titoli di Auslese, di Eccellente, di Molto Buono, ecc. vengono assegnati dopo lunghe e faticose prove in movimento al passo, al trotto e al trotto veloce
  • al Campionato SAS di Allevamento i soggetti di età superiore a 12 mesi devono essere stati dichiarati "esenti da displasia dell'anca e dei gomiti"
  • al Campionato SAS delle Prove di Lavoro i soggetti debbono avere altrettanti requisiti, oltre specifiche doti di predisposizione alla competizione agonistica attitudinale
  • al Campionato SV delle Prove di Conduzione di gregge, i soggetti debbono avere altrettanti requisiti, oltre specifiche doti di predisposizione alla conduzione attitudinale e dimostrare una notevole resistenza e condizione fisica che gli permetta di lavorare al trotto anche per un intera giornata.


Tutte le prove cui viene sottoposta la razza sono di grande difficoltà e solo l'incompetenza o l'ignoranza di chi non ne conosce l'entità non permettono di apprezzare l'oneroso cammino selettivo ed agonistico.

Il Campionato del mondo della razza del cane da pastore tedesco, che ogni anno si tiene in Germania, prevede la presenza di oltre millecinquecento soggetti, non meno nei Campionati che si organizzano in tutte le Nazioni Europee e così in tutte le Nazioni degli altri Continenti. Durante le tre giornate necessarie per lo svolgersi della Manifestazione, più di 30.000 sono i visitatori provenienti da tutte le parti del mondo che possono essere contenuti solo in grandi stadi adibiti per le dispute delle Coppe internazionali delle partite di calcio il cui afflusso, però, si consuma in poche ore di presenza.
Non solo in occasione delle grandi Manifestazioni, ma anche negli usuali Raduni della razza, i Giudici stilano classifiche dopo un notevole numero di prove in movimento che si sviluppano in vasti campi. Sarebbe utile, e sportivo, che i soggetti delle razze esaltate per la loro elevata capacità morfo-funzionale, venissero a confrontarsi in queste prove: un incontro che sarebbe un onore ed un'ottima occasione di verifica per i Concorrenti ed i Selezionatori della razza del cane da pastore tedesco. I meriti, per essere concreti, non vanno formulati nelle sale dei congressi, ma nelle grandi distese che costituiscono un reale ed imparziale banco di prova.

La natura poligenica e polifattoriale della displasia dell'anca
La genetica di popolazione insegna che una razza affetta da una patologia di natura poligenica e polifattoriale come la displasia dell'anca nel cane, possa generare alcuni soggetti affetti da displasia grave, altri in modo più lieve, altri esenti.
Per tali motivi l'indagine famigliare degli ascendenti diretti, genitori e nonni, e dei collaterali, fratelli e zii, non permette di individuare i Riproduttori che garantiscono l'esenzione da displasia nei discendenti. Attraverso questa più scrupolosa indagine selettiva, potrebbe, semmai, diminuire l'usuale presenza statistica della patologia, sia per numero sia per gravità.
Altrettanto importante sarebbe individuare i Riproduttori maschi che trasmettono il morbo con minor frequenza: un'indagine efficace essendo la loro presenza più insistente nella razza ma che deve essere sottoposta ad opportuni distinguo perché condizionata dall'apporto genealogico della fattrice.
E' questo un lavoro statistico che può essere realizzato solo da una solerte e capace Società speciale che tutela la razza e non, come si vorrebbe, dal singolo Allevatore.

I propositi selettivi della SAS e della SV
La SAS, Società speciale che tutela in Italia la diffusione del cane da pastore tedesco, e la SV, che tutela la diffusione della razza in Germania e nel mondo, hanno provveduto a stabilire norme di Selezione atte a contenere il diffondersi della displasia adottando criteri riduttivi sin tanto che la Scienza non sarà in grado di dare una vera formula definitiva per raggiungere l'estirpazione del male congenito. Tanto vale per il pastore tedesco come per qualunque altra razza.
In Germania la SV ha realizzato un indice genetico per ogni Riproduttore, esente da displasia, che tiene in conto del grado della patologia nell'ambito famigliare, considerando i suoi ascendenti, i suoi collaterali ed i suoi discendenti senza poter, però, vantare l'epiteto di "soluzione definitiva".
E' giusto dare atto alla professionalità degli Allevatori della razza del cane da pastore tedesco che sottostanno ad un oneroso programma selettivo impiegando soggetti che risultano esenti da displasia e sopportando molti sacrifici economici, zootecnici e pratici spinti solo dal proposito di tenere sempre alta l'immagine della razza. E' un impegno che permette una diffusione ed un riconoscimento di qualità morfologica ed attitudinale che si protrae da oltre cento anni, confermando il pastore tedesco come la razza più diffusa ed impiegata in tutto il mondo, quantomeno tra i cani di utilità, alla faccia di chi vuol presentarla afflitta da mali incurabili e sul baratro di un precoce declino!
Per questi buoni propositi è doveroso evitare la diffusione di voci infamanti nei confronti della displasia dell'anca che gli Allevatori debbono subire. Senza la loro responsabilità, infatti, potrebbero essere indotti a giustificate, quanto pesanti reazioni.

Gli scarsi suggerimenti solutori
La Scienza veterinaria, sino ad oggi, non ha offerto altro all'Allevatore, come proposizione solutrice, se non la programmazione di costosi, quanto laboriosi interventi chirurgici, atti a migliorare le condizioni patologiche del soggetto affetto. Ma gli interventi non costituiscono certo un rimedio atto a soddisfare l'ottica selettiva che si propone l'Allevatore.
La situazione sembra aggravarsi con la proposta di effettuare un'indagine della displasia nei cuccioli, all'età di tre mesi, con l'intento di intercettare patologie da sanare attraverso precoci interventi chirurgici. Oggi si asserisce di poter prevedere e intuire l'inizio della patologia a quell'età generando pesanti conseguenze sul modo di allevare e sul rapporto tra Allevatore, foss'anche un comune privato, e Possessore. Se questi criteri non saranno opportunamente ordinati nei loro propositi, congeleranno la cessione di qualunque cucciolo ed arricchiranno a dismisura gli archivi legali.
Il disegno della nuova intuizione terapeutica non è basato sulla constatazione di concrete sofferenze, ma sul presupposto che in un futuro, prossimo o lontano, nella vita del cane potranno verificarsi dolori o carenze, mentre sarebbe giusto che il programma terapeutico si realizzasse quando il morbo manifestasse concretamente i suoi effetti negativi.

Gli Allevatori attendono soluzioni zootecniche
Stupisce inoltre leggere queste affermazioni sull'Organo ufficiale dell'ENCI, "I nostri cani" quando, nel Regolamento speciale delle esposizioni canine, nel Capitolo delle Esclusioni, si legge testualmente che debbono essere esclusi "I cani che abbiano subito una modificazione o una truccatura qualsiasi volontaria destinata a dissimulare un difetto trasmissibile per riproduzione….".
I trattamenti terapeutici proposti dovrebbero trovare giustificato spazio in una Rivista veterinaria e non sull'Organo ufficiale di un Ente che si propone la selezione delle razze canine. All'Ente servono semmai criteri, e conseguenti imposizioni, da suggerire ai propri Allevatori perché ottengano, con il loro lavoro zootecnico, il meglio. Colpevolizzandoli e accreditando loro responsabilità ingiustificate non si risolvono i problemi.
In virtù della nuova visione preveggente, si dovrà però conoscere quale destino avranno i cuccioli, patologicamente affetti da displasia, prodotti da un comune amatore. Il suo zoofilo desiderio di gioire per una cucciolata si tradurrà in un tragico errore cui rimedierà, secondo nuove intuizioni, solo attraverso l'esborso di migliaia di euro.
Va indiscutibilmente chiarito, e questo dovrebbe essere detto apertamente ai legittimi possessori, che i cuccioli sottoposti ad interventi correttivi non potranno più partecipare alle Manifestazioni cinofile e comunque essere sempre considerati affetti da displasia.
Sarà anche doveroso che ai legittimi proprietari venga evidenziato che qualunque trattamento anestetico potrebbe avere effetti negativi sul giovane cane, così come il sottoporlo sistematicamente a molteplici indagini radiografiche.
Tutto questo si configura come un pressante proposito terapeutico di cui è involontario accondiscendente il povero cucciolo che, potendo esprimere la propria opinione, probabilmente opterebbe per la scelta di poter vivere tranquillo come ha fatto per migliaia d'anni, piuttosto che essere sottoposto a dolorosi interventi chirurgici dai quali ne uscirebbe traumatizzato.
Ed allora sarà pronto ad attenderlo e sottoporlo alle sue cure il Medico Veterinario Comportamentalista?

Dopo le premesse le considerazioni
Fatte queste premesse, è utile esporre alcune considerazioni che possono apparire di contorno, ma che sono chiarificatrici di una situazione rivolta a migliorare il rapporto tra Allevatore e Possessore di un cane.
L'analisi famigliare completa di un Riproduttore, sia maschio che femmina, abbiamo già detto, comporta grossi problemi pratici ed economici. Reperire un soggetto esente da displasia, proveniente da genitori, avi e collaterali, altrettanto esenti, è presso ché impossibile per qualunque razza. E, qualora questo raro evento si verificasse, potrebbe accadere che coincida con un cane dotato di mordacità inconsulta, il qual difetto è altrettanto ereditabile e ben più devastante per il Proprietario e per la sua famiglia, di un modesto grado di displasia dell'anca, per nulla invalidante.
L'Allevatore è un professionista che non ha il paraocchi, ma ha ben chiara la varietà qualitativa di cui deve essere dotata la sua produzione.
Sa, altrettanto bene, che la riduzione delle varie patologie e i pregi morfologici, funzionali, attitudinali e comportamentali della propria razza non si ottengono con la completa integrità di tutto l'ambito famigliare perché questa è semplice utopia.
Il successo zootecnico dell'Allevatore deriva, invece, dal proposito di produrre un cane ricco di molte doti, che lo rendono adatto all'impiego ed alla convivenza sociale, soprattutto oggi che un decreto ed un rinnovato spirito di relazione impongono al cane un comportamento docile e socievole.
Poco importa al cacciatore avere un cane esente da displasia, ma che teme lo sparo e non ha il fiuto per intercettare la selvaggina. In un recente passato, molti cani da caccia che hanno reso un grande servigio al loro Padrone, erano affetti, almeno lievemente, da questa patologia. Ma, allora, non esistevano lussuosi Gabinetti veterinari dotati di lucenti strumentazioni di cui erano carenti gli stessi Ospedali locali.
Altrettanto poco importa ad un Proprietario che pretende una buona guardia, sapere che il suo cane sia perfettamente esente da displasia se, alla vista del malfattore, scappa incontinente.
E poco importa al simpatico bambino avere un amico perfettamente esente se, mentre gioca con lui, questo trascende e gli deturpa, per sempre, il suo bel visino. E ancor più poco importerebbe ai suoi genitori sentire l'Allevatore che giustifica il proprio cane dicendo "…sarà successo questo, ma era completamente esente da displasia…".
Qualunque Allevatore, di qualsiasi razza, vorrebbe produrre il meglio, ma il meglio è ciò che umanamente è possibile.
Se lo si accetta per un cane, anche una giovane fanciulla che cerca marito avrebbe il desiderio, ed il diritto, di pretendere un giovane, cui concedere le proprie grazie, alto, aitante, sportivo, colto, completamente sano, agiato, proveniente da genitori, fratelli, nonni e zii altrettanto dotati, ma i tempi della sua appassionata ricerca si prolungherebbero oltre il suo periodo di fertilità. Scaduto questo termine, nell'ipotesi che raggiungesse l'agognata meta, sarebbe il fortunato prescelto a rifiutarla, costringendola sola ed illibata. Considerando questa puntigliosa, quanto scrupolosa ricerca, anche la Signora Gioconda, se insidiata, avrebbe dovuto escludere le eventuali profferte dello stesso Leonardo da Vinci.
Molti di noi, che ci riteniamo in buona salute, sottoposti alle medesime analisi veterinarie tanto attente da far invidia a quelle effettuate nelle migliori Cliniche, si direbbero felici se i risultati dei loro esami constatassero la sola presenza di un microscopico osteofite o di una modesta lassità acetabolare.
L'opera sanatoria, oggi intrapresa per ottenere l'esenzione da displasia delle anche, è forse resa nota più dalle costose strumentazioni che dalla realtà dei fatti.
C'è da augurarsi che questo programma, mal interpretato, non porti danno alla Selezione delle razze che, un tempo, il solo reale impiego ne decretava l'attitudine. Un impiego che selezionava pregi ma anche tempra e resistenza, qualità che oggi nel cane e nell'uomo stanno divenendo sempre più carenti.